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Un’immagine vale più di mille parole: Miriam, da sorellina protettiva a donna attempata gelosa

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In assenza di informazioni precise, chiunque legga la storia del rapporto di Miriam con il fratello più piccolo Mosè si fa immancabilmente un’idea. Questa è una ricostruzione dell’intelligenza artificiale in risposta ad alcune indicazioni di massima che mirano a descrivere il cambiamento di un rapporto tra sorella e fratello quando interviene una terza persona, incomoda, che involontariamente o volontariamente scompiglia le carte, interrompe l’intimità o blocca la dinamica fra due persone. Una cosa è certa dal testo biblico: i rapporti nella triade Mosè-Aronne-Miriam cambiano sensibilmente con l’arrivo della moglie etiope che ha preso il posto di Sefora nella vita di Mosè. Rimanete sintonizzati, siamo decisi ad analizzare tutte le paure di Miriam, e di Aronne, con l’arrivo del “terzo incomodo”.

Testo biblico: 1 Maria ed Aaronne parlarono contro Mosè a cagione della moglie Cuscita che avea preso; poiché avea preso una moglie Cuscita. 2 E dissero: ‘L’Eterno ha egli parlato soltanto per mezzo di Mosè? non ha egli parlato anche per mezzo nostro?’ E l’Eterno l’udì. 3 Or Mosè era un uomo molto mansueto, più d’ogni altro uomo sulla faccia della terra. 4 E l’Eterno disse a un tratto a Mosè, ad Aaronne e a Maria: ‘Uscite voi tre, e andate alla tenda di convegno’. E uscirono tutti e tre. 5 E l’Eterno scese in una colonna di nuvola, si fermò all’ingresso della tenda, e chiamò Aaronne e Maria; ambedue si fecero avanti. 6 E l’Eterno disse: ‘Ascoltate ora le mie parole; se v’è tra voi alcun profeta, io, l’Eterno, mi faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno. 7 Non così col mio servitore Mosè, che è fedele in tutta la mia casa. 8 Con lui io parlo a tu per tu, facendomi vedere, e non per via d’enimmi; ed egli contempla la sembianza dell’Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlar contro il mio servo, contro Mosè?’ 9 E l’ira dell’Eterno s’accese contro loro, ed egli se ne andò, 10 e la nuvola si ritirò di sopra alla tenda; ed ecco che Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aaronne guardò Maria, ed ecco era lebbrosa. 11 E Aaronne disse a Mosè: ‘Deh, signor mio, non ci far portare la pena di un peccato che abbiamo stoltamente commesso, e di cui siamo colpevoli. 12 Deh, ch’ella non sia come il bimbo nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quand’esce dal seno materno!’ 13 E Mosè gridò all’Eterno, dicendo: ‘Guariscila, o Dio, te ne prego!’ 14 E l’Eterno rispose a Mosè: ‘Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe ella la vergogna per sette giorni? Stia dunque rinchiusa fuori del campo sette giorni; poi, vi sarà di nuovo ammessa’. 15 Maria dunque fu rinchiusa fuori del campo sette giorni; e il popolo non si mise in cammino finché Maria non fu riammessa al campo. 16 Poi il popolo partì da Hatseroth, e si accampò nel deserto di Paran.

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