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Aronne e Miriam – Una cognata etiope di troppo?

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Percezione di minaccia verso le proprie relazioni affettive ed etno-culturali? 

Sermoniamo – Il testo del mio sermone è una brevissima pericope del libro dei Numeri, al cap. 12, ed i primi 3 versetti. Appartengono ad un brano molto più lungo. Li estrapoliamo momentaneamente perché possono star da soli, hanno senso completo e sono sufficienti per rispondere alla domanda di fondo che ho posto sul sito che porta il mio nome, salvatoreloria.it: perché s’incrinarono i rapporti tra Mosè da una parte ed Aronne e Miriam dall’altra? E’ ovvio che per rispondere compiutamente alla domanda dobbiamo spaziare in altre parti del testo e per la verità nelle immediate vicinanze, vale a dire nel capitolo 11, tenendo sempre che la suddivisione in capitoli e versetti è tardiva rispetto all’elaborazione dei testi sacri. Pare che risalga al 1488 e che sia stata opera di un rabbino di nome Nathan. 

Il brano appartiene a quel sottogenere di letteratura più volte usato nel libro dei Numeri e che va sotto il nome di: mormorii. Raggruppamenti di racconti che condividono questo elemento particolare. La parola più vicina per descrivere questo genere di racconto è rubrica, uno spazio assegnato, in questo caso, alle lamentèle del pòpolo.  

Lettura: 

1 Maria ed Aaronne parlarono contro Mosè a cagione della moglie Cuscita che avéva preso; poiché avea preso una moglie Cuscita. 2 E dissero: ‘L’Eterno ha egli parlato soltanto per mezzo di Mosè? non ha egli parlato anche per mezzo nostro?’ E l’Eterno l’udì. 3 Or Mosè era un uomo molto mansueto, più d’ogni altro uomo sulla faccia della terra.

Le ragioni delle lamentele a carico di Mosè sono per la verità due: 

  1. A Mosè la sorella maggiore ed il fratello maggiore rimproverano il matrimonio da lui contratto con una dònna di colore, questo è un dato certo. Ci chiediamo: una normale questione di famiglia, un malumore interno alla famiglia ed un caso di discriminazione razziale diremmo oggi? Oppure c’è dell’altro? La pelle della seconda m0glie di Mosè era un po’ più scura della loro, i tratti somatici non erano quelli del loro popolo di appartenenza e questo per un progètto che prevedeva la costruzione di un senso di identità esclusiva deponeva male per il grande legislatore. Era una sorta di dissonanza programmatico-cognitiva: idea opposta e incompatibile al progetto di costruzione di identità collettiva. Dopo 450 anni di schiavitù in un territorio al quale gli Israeliti non appartenevano e circondati da un popolo che li disprezzava e di fronte alla prospettiva di vivere in una terra tutta propria non era proprio il caso di imparentarsi con una straniera e contaminare così la razza. Era questa una delle preoccupazioni, paure di Miriam, in particolare, ed anche di Aronne? Le ragioni precise di questa lamentela non sono esplicitamente espresse nel testo biblico, ma ci sono diverse interpretazioni possibili:  è legittimo pensare che Miriam, e soprattutto lei, ed Aronne temessero l’influenza negativa che la donna etiope avrebbe avuto sul loro fratello. La presenza di una straniera scompigliava i loro progetti, scombinava i loro piani ed aspettative. Non erano paure infondate. In fondo la donna etiope era la persona più vicina al loro fratello, a giochi già fatti.  Ci saranno state anche Preoccupazioni culturali e/o etniche da parte di Miriam ed Aronne. Ma c’è dell’altro, non esplicito ma legittimo pensarlo da quello che sappiamo oggi, grazie alla vasta letteratura, sulle debolezze umane e sulle dinamiche interpersonali tra famigliari, specialmente se coinvolti in un progetto ad ampio respiro, come potremmo essere ad esempio l’azienda di famiglia. La gelosia della sorella maggiore dello sposo nei confronti della cognata è un fenomeno largamente diffuso in tutte le culture ed in tutti i tempi, fenomeno ben documentato e antico. La gelosia può manifestarsi in vari modi, inclusa la sensazione direi quasi naturale di possesso verso un fratello più piccolo e la gelosia verso una nuova figura come una cognata. In conclusione, si può affermare che questo tipo di gelosia è legato allo sviluppo del sé e alla percezione di minaccia verso le proprie relazioni affettive. 

[A questo punto del nostro discorso, è ovvio che qui si crede che la moglie in questione non sia Sefora, la figlia di Jethro che Mosè aveva sposato appena giunto nel deserto di Madian, ma una donna etiope. Giuseppe Flavio, storico ebreo del I secolo, scrive che Mosè sposò Tharbis, la figlia del re etiope, durante una campagna militare in Etiopia e che il matrimonio fu parte di un accordo di pace tra Mosè e il re etiope. Non sappiamo da dove lo storico abbia assunto queste informazioni, ma il suggerimento che non si trattasse di Sefora sembra reggere comunque].

Continua….

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