Titolo originale: Practical theology and narrative: Contours and markers
Stellenbosch Theological Journal
On-line version ISSN 2413-9467
Print version ISSN 2413-9459
STJ vol.3 n.2 Stellenbosch 2017
http://dx.doi.org/10.17570/stj.2017.v3n2.a21
ABSTRACT
Negli ultimi quattro decenni si è assistito a una decisa svolta nella teologia pratica e nella teologia in generale. Le inadeguatezze del progetto illuminista nel mantenere in tensione le tradizioni interpretative razionali e non razionali, il significato del relativo per l’appropriazione morale universale, l’importanza delle esperienze vissute per l’identità, l’impegno critico della tradizione e della scelta e il crescente divario tra finito e infinito sono affrontati all’interno di un approccio narrativo. Un’altra voce si aggiunge agli approcci narrativi per l’interpretazione della persona, del mondo e di Dio. L’approccio narrativo per la creazione di significato della persona, del mondo e di Dio attraverso il ragionamento è incorporato nell’esperienza.
Un filo conduttore della teologia narrativa è che le persone possono dare un senso a se stesse, al mondo e a Dio attraverso le storie. Un approccio narrativo alla teologia è molto più di un ponte tra l’interpretazione e il linguaggio di primo ordine. È il processo, la struttura e la forma di interpretazione e riflessione dell’esperienza, delle attività e della comunicazione della comunità cristiana attraverso le storie. Un approccio narrativo aperto si impegna criticamente con costanti come la ragione, la particolarità, la storia, la comunità e l’esperienza.
Una breve panoramica della narrazione all’interno della teologia e della teologia pratica in particolare è seguita da una panoramica storica dello sviluppo dell’uso della narrazione. Una narrazione aperta con caratteristiche specifiche costituisce la parte principale dell’articolo.
Parole chiave: Narrativa; teologia pratica; esperienza; comunità; aperta
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