A Colosse, nell’Asia Minore del primo secolo, uno schiavo di nome Onesimo arresosi a Cristo consegna al suo ex-padrone un’epistola scritta dall’apostolo Paolo. La lettera contiene il germe di una rivoluzione culturale e sociale il cui impatto nella storia della chiesa si vedrà soltanto 17 secoli dopo. Mi par di vedere che neanche 20 secoli dopo la lettera sia stata veramente compresa. Partecipa al forum di “proposte di lettura vicine alle intenzioni dell’autore”.

Da quando la mia famiglia si è convertita agli inizi degli anni sessanta, ho sempre sentito parlare dell’epistola di Paolo a Filemone come di una lettera di riconciliazione. Una decina di anni dopo, trascorsi diversi giorni in una fornitissima biblioteca di una chiesa anglicana nel Nord dell’Inghilterra. Bastarono pochi testi per rendermi conto che questa tesi era stata da tempo ed ampiamente smontata da alcuni studiosi. Non solo, ma persino Roma, come setting della missiva scomparve dall’orizzonte. E questo, di per sé sarebbe un altro importante argomento. Ma fermiamoci al primo problema accennato per chiederci: qual è l’argomento della lettera di Paolo a Filemone? E perché è importante cercare di stabilirlo? Invito tutti a fornire le vostre risposte. Come al solito, è fondamentale ricordare che questo sito si propone come laboratorio di ricerca e di analisi e che dopo aver pubblicato alcune proposte, chiuderemo l’argomento, senza la proclamazione di vincitori. Questo è un forum, un laboratorio di analisi. Ci appelliamo al senso civile della discussione costruttiva. I colpi bassi ed i discorsi ad hominem, cioè gli insulti personali, non solo non fanno parte della discussione accademica, ma sono indici di pura inciviltà. Scusate il linguaggio giornalistico: I bastian contrari, i presunti esperti, i maleducati, quelli che pensano di saperne una pagina in più del d__, dopo il primo richiamo all’ordine saranno depennati dalla chat e rimossi dall’elenco dei cosiddetti “amici”. Stabiliamo invece un nuovo record: dare e sentire pareri diversi senza cadere nel ludibrio personale.
