“Comprendere la funzione di una lettera è come decifrare il cuore di chi l’ha scritta; solo allora le parole prendono vita e significato.”
Da oggi proverò a trasferire le nozioni principali della Specializzazione in Logica e Pensiero Critico che seguo presso la Duke University. Partiamo dalla considerazione secondo la quale gli argomenti che utilizziamo possono avere, tanto per cominciare, una delle funzioni seguenti: Persuadere, Giustificare, Spiegare. Questa distinzione non deve farci pensare, però, in termini di compartimenti stagno, di confini rigidamente segnati. E’ necessaria, però, per aiutarci a pensare in maniera chiara e ordinata. Un modo per comprendere un argomento è citare il suo scopo. Con il testo biblico sotto gli occhi, concedetevi una pausa e provate a leggere la lettera a Filemone come per la prima volta, cercando di fare tabula rasa di tutte le vostre pre-comprensioni; magari rileggete più volta questa brevissima lettera personale di Paolo, fissate il testo e cercate la funzione, lo scopo di questa lettera. In buona sostanza è come chiedersi: Perché l’apostolo Paolo ha scritto questa lettera? Scrivete la vostra risposta e poi rifate il cammino ancora una volta con la consapevolezza di avere già individuato la funzione, lo scopo della lettera. A quale conclusione siete arrivati? Paolo voleva persuadere, giustificare o spiegare qualcosa a Filemone? Se indovini la risposta ti assicurerai la comprensione della lettera.
1 Paolo, prigione di Cristo Gesù, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto e compagno d’opera, 2 e alla sorella Apfia, e ad Archippo, nostro compagno d’armi, e alla chiesa che è in casa tua, 3 grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo. 4 Io rendo sempre grazie all’Iddio mio, facendo menzione di te nelle mie preghiere, 5 giacché odo parlare dell’amore e della fede che hai nel Signor Gesù e verso tutti i santi, 6 e domando che la nostra comunione di fede sia efficace nel farti riconoscere ogni bene che si compia in noi, alla gloria di Cristo. 7 Poiché ho provato una grande allegrezza e consolazione pel tuo amore, perché il cuore dei santi è stato ricreato per mezzo tuo, o fratello.
8 Perciò, benché io abbia molta libertà in Cristo di comandarti quel che convien fare, 9 preferisco fare appello alla tua carità, semplicemente come Paolo, vecchio, e adesso anche prigione di Cristo Gesù; 10 ti prego per il mio figliuolo che ho generato nelle mie catene, 11 per Onesimo che altra volta ti fu disutile, ma che ora è utile a te ed a me. 12 Io te l’ho rimandato, lui, ch’è quanto dire, le viscere mie. 13 Avrei voluto tenerlo presso di me, affinché in vece tua mi servisse nelle catene che porto a motivo del Vangelo; 14 ma, senza il tuo parere, non ho voluto far nulla, affinché il tuo beneficio non fosse come forzato, ma volontario. 15 Infatti, per questo, forse, egli è stato per breve tempo separato da te, perché tu lo ricuperassi per sempre; 16 non più come uno schiavo, ma come da più di uno schiavo, come un fratello caro specialmente a me, ma ora quanto più a te, e nella carne e nel Signore! 17 Se dunque tu mi tieni per un consocio, ricevilo come faresti di me. 18 Che se t’ha fatto alcun torto o ti deve qualcosa, addebitalo a me. 19 Io, Paolo, lo scrivo di mio proprio pugno: Io lo pagherò; per non dirti che tu mi sei debitore perfino di te stesso. 20 Sì, fratello, io vorrei da te un qualche utile nel Signore; deh, ricrea il mio cuore in Cristo. 21 Ti scrivo confidando nella tua ubbidienza, sapendo che tu farai anche al di là di quel che dico. 22 Preparami al tempo stesso un alloggio, perché spero che, per le vostre preghiere, io vi sarò donato. 23 Epafra, mio compagno di prigione in Cristo Gesù, ti saluta. 24 Così fanno Marco, Aristarco, Dema, Luca, miei compagni d’opera. 25 La grazia del Signor Gesù Cristo sia con lo spirito vostro. https://www.laparola.net/testo.php
