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Origine del nome “Farisei”, secondo il prof. Albert I. Baumgarten

Data:

Titolo originale dell’articolo: Albert I. Baumgarten, “The Name of the Pharisees,” Journal of Biblical Literature, vol. 102, no. 3 (September 1983): 411-428. Pubblicato da https://www.academia.edu/36234748/Albert_I_Baumgarten_The_Name_of_the_Pharisees_Journal_of_Biblical_Literature_vol_102_no_3_September_1983_411_428?rhid=28898071525&swp=rr-rw-wc-30851478

Redazione e risorse del web – L’articolo è apparso nel 1983, per una strana coincidenza l’anno in cui cominciai i miei studi a Yale. Peccato non averlo conosciuto. Baumgarten è stato visiting fellow a Yale nel 2003-2004.

Introduzione autore

Albert I. Baumgarten, A.B. Columbia College, 1963; B.H.L. Jewish Theological Seminary, 1964; PhD. Columbia University, 1972. Professore emerito, Dipartimento di Storia ebraica, Bar Ilan University, 2010. Borsista Fulbright, Università di Strasburgo, 1967-68; Principal Investigator, The McMaster Project on Judaism and Christianity in Antiquity, 1977-1982; Fellow, Israel Institute for Advanced Studies, 1992-1993; Jacob and Hilda Blaustein Visiting Fellow in Jewish Studies, Yale University, 2003-2004; Guest Fellow, Israel Institute for Advanced Studies, 2017-2018. Fonte: https://biu.academia.edu/AlbertBaumgarten?swp=rr-ac-36234748

L’articolo approfondisce l’annoso dibattito accademico sul significato del nome “Farisei”, un argomento che ha incuriosito gli studiosi moderni per oltre un secolo. La disputa principale era tra coloro che interpretavano il nome come “separatisti” in senso positivo e coloro che lo vedevano come dispregiativo. Nonostante i numerosi contributi alla discussione, una conclusione definitiva rimaneva elusiva a causa della mancanza di prove concrete. Le antiche fonti ebraiche non fornivano una spiegazione esplicita del nome e le interpretazioni variano molto, comprese quelle dei Padri della Chiesa, che naturalmente sottolineano le connotazioni negative.

Una prospettiva significativa proviene dalle opere di Giuseppe, che utilizza spesso il termine greco “akribeia” (che significa esattezza o accuratezza) per descrivere i farisei. Questo termine suggerisce che i farisei erano noti per la loro meticolosa osservanza della legge. Questa associazione si trova anche negli Atti degli Apostoli e negli scritti di Nicolao di Damasco, indicando un riconoscimento comune della pretesa dei Farisei di un’osservanza precisa della legge. Tuttavia, il documento ipotizzava che questa interpretazione potrebbe essere stata un’auto-presentazione dei Farisei, derivata dal termine ebraico “pārôšîm”, che significa “specificatori”.

Il documento esamina anche la vocalizzazione del nome “Farisei” in vari manoscritti rabbinici e la sua traslitterazione greca “Pharisaioi”. Le fonti rabbiniche sembrano evitare di usare il termine, preferendo altri nomi e riconoscendo le sue implicazioni dispregiative. Ciò suggerisce che l’interpretazione negativa del nome come “separatisti” era già prevalente nell’antichità. Tuttavia, i farisei potrebbero aver reinterpretato il loro nome per sottolineare il loro ruolo di precisi interpreti della legge.

L’analisi si estende al contesto storico e linguistico della radice “prš”, che può significare “specificare” o “interpretare”. Il documento sostiene che questa radice era usata sia nell’ebraico biblico che in quello rabbinico per indicare la specificità, sostenendo l’idea che i farisei potessero essere conosciuti come “specificatori”. Questa interpretazione si allinea con l’auto-rappresentazione dei Farisei come meticolosi osservatori della legge, un’affermazione che sarebbe stata interessante in un periodo in cui la conoscenza esatta della legge era molto apprezzata.

Il documento esplora anche il panorama religioso competitivo dell’epoca, notando che i Farisei non erano l’unico gruppo che rivendicava una precisa conoscenza della legge. Anche la comunità di Qumran, ad esempio, faceva affermazioni simili e denunciava i farisei come “cercatori di cose facili”, un termine dispregiativo che implicava interpretazioni false o facili della legge. Questa rivalità evidenzia il contesto più ampio di dibattiti religiosi e legali in cui operavano i farisei.

In conclusione, anche se il significato originale del nome “Farisei” rimane incerto, il documento fornisce preziose indicazioni su come i Farisei erano percepiti e su come cercavano di presentarsi. Il nome poteva originariamente significare “separatisti” sia in senso positivo che negativo, ma è chiaro che i Farisei volevano essere visti come interpreti autorevoli della legge. Questa duplice interpretazione riflette la complessa interazione tra l’identità personale e la percezione esterna nello sviluppo storico della reputazione dei Farisei.

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