Redazione e risorse del web: Il concetto di stratificazione sociale applicato alla Parabola del Fariseo e del Pubblicano. Per ” stratificazione sociale” la Treccani intende “la distribuzione di una popolazione di individui o di collettività, oppure di posizioni sociali o di ruoli, in fasce contigue e sovrapposte dette strati sociali, i quali si distinguono per il differente ammontare di ricchezza, potere, prestigio e altre risorse socialmente rilevanti”. Si sa che le disuguaglianze sociali e le gerarchie influenzano le opportunità, le risorse e le esperienze degli individui all’interno di una società. Applicare questa teoria alla parabola del fariseo e del pubblicano in Luca 18:9-14 può offrire una comprensione più profonda delle dinamiche di potere, status e giustizia presenti nel testo. Intanto, per semplificarne la rappresentazione, si può tranquillamente affermare che nella stessa parabola raccontata dal Maestro di Nazareth i due protagonisti rappresentano gli estremi opposti della società ebraica del primo secolo. Nell’economia di questa parabola si può tranquillamente concludere che gli “opposti NON si attraggono. I due attori in questa scena sono distanti l’uno dall’altro. Ecco come si potrebbe interpretare la parabola alla luce della teoria della stratificazione sociale:
Indice dei contenuti
1. Contesto Sociale e Gerarchie
- Fariseo:
- Status Elevato: Il fariseo rappresenta una figura di alto status sociale e religioso. I farisei erano rispettati come leader religiosi e moralmente superiori nella società ebraica del tempo.
- Patrimonio personale: Il fariseo possiede un alto capitale sociale e culturale, derivante dalla sua conoscenza della legge e dalla sua adesione rigorosa alle pratiche religiose.
- Pubblicano:
- Status Basso: Il pubblicano rappresenta una figura di basso status sociale. I pubblicani erano esattori delle tasse per conto dei romani e spesso considerati peccatori e traditori dal popolo ebraico.
- Marginalizzazione: Il pubblicano è marginalizzato e disprezzato dalla società, privo del rispetto e del capitale sociale di cui gode il fariseo.
2. Dinamiche di Potere e Disuguaglianza
- Potere Religioso e Morale:
- Il fariseo utilizza il suo potere religioso e morale per auto-esaltarsi, per giudicare gli altri e per distanziarsene. La sua preghiera è un atto di auto-conferma del suo status elevato: “Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini: ladri, ingiusti, adulteri, o anche come questo pubblicano” (Luca 18:11).
- Il pubblicano, al contrario, riconosce la sua condizione di peccatore e chiede misericordia: “Dio, abbi pietà di me, peccatore!” (Luca 18:13). La sua preghiera riflette una posizione di piena consapevolezza e sottomissione.
- Disuguaglianza e Giustizia:
- La parabola mette in luce le disuguaglianze sociali e religiose, mostrando come il fariseo utilizzi il suo status per perpetuare la sua superiorità, mentre il pubblicano è consapevole della sua emarginazione.
- La giustizia divina sovverte queste disuguaglianze, giustificando il pubblicano penitente e non il fariseo orgoglioso. Questo rovesciamento delle aspettative sociali introduce un concetto inedito della logica divina.
3. Capitale Simbolico e Legittimazione
- Capitale Simbolico:
- Il fariseo possiede un alto capitale simbolico, derivante dalla sua adesione alle pratiche religiose e dalla sua reputazione di giustizia. Questo capitale simbolico gli conferisce potere e legittimazione nella società.
- Il pubblicano, invece, ha un basso capitale simbolico, essendo visto come un peccatore e un traditore. La sua mancanza di capitale simbolico lo rende vulnerabile e disprezzato.
- Legittimazione e Autorità:
- La parabola sfida la legittimazione e l’autorità del fariseo, mostrando che la vera giustizia non si basa sul capitale simbolico o sullo status sociale, ma sul riconoscimento dei propri errori.
- La giustificazione del pubblicano da parte di Dio rappresenta una legittimazione alternativa, basata sulla misericordia e sulla giustizia divina piuttosto che sulle gerarchie sociali.
4. Mobilità Sociale e Trasformazione
- Mobilità Sociale:
- La parabola suggerisce una forma di mobilità sociale spirituale, in cui il pubblicano, nonostante il suo basso status sociale, è giustificato e elevato agli occhi di Dio.
- Il fariseo, nonostante il suo alto status sociale, non è giustificato, indicando che il suo status non garantisce la giustizia divina.
- Trasformazione e Riconciliazione:
- La parabola invita a una trasformazione interiore e a una riconciliazione con Dio, indipendentemente dal proprio status sociale. La giustizia divina è accessibile a tutti, indipendentemente dalle gerarchie sociali.
- Questo messaggio di trasformazione e riconciliazione sfida le strutture di potere e promuove una visione di pari opportunità e inclusività.
Conclusione
Alla luce della teoria della stratificazione sociale, la parabola del fariseo e del pubblicano in Luca 18:9-14 mette in evidenza le dinamiche di potere, status e disuguaglianza presenti nella società. La parabola critica l’uso del potere religioso e morale per perpetuare le disuguaglianze basate sull’appartenenza sociale e promuove un messaggio di giustizia divina che sovverte le gerarchie sociali. Attraverso la giustificazione del pubblicano penitente e la non giustificazione del fariseo orgoglioso dei suoi risultati, la parabola invita a una riflessione sulla vera natura della giustizia e della pietà, promuovendo una visione di pari opportunità, inclusività e trasformazione interiore.
