Titolo originale: Christianity and Violence, di Miroslav Volf [https://reflections.yale.edu/article/violence-and-theology/christianity-and-violence]
Il documento di Miroslav Volf, "Cristianesimo e violenza", affronta il tema del ruolo della religione nella violenza, in particolare dopo gli attacchi dell'11 settembre. Volf sostiene che, nonostante la religione sia spesso vista come una forza che legittima la violenza, il cristianesimo, se compreso e praticato nella sua interezza, può contribuire a una cultura di pace. Egli contesta l'idea che il monoteismo cristiano sia intrinsecamente violento, evidenziando come la dottrina della Trinità enfatizzi la comunione e l'amore piuttosto che la divisione e l'esclusione. Inoltre, Volf discute le concezioni cristiane della creazione e della nuova creazione, argomentando che queste non implicano violenza ma piuttosto un invito all'amore e alla riconciliazione. Egli conclude che il cristianesimo, quando è praticato in modo autentico e profondo, non giustifica la violenza ma promuove la pace e la riconciliazione. Volf è un teologo sistematico alla Yale Divinity School e ha scritto diversi libri sull'argomento, impegnandosi anche in dialoghi ecumenici internazionali.
In che modo l’autore sostiene che la fede cristiana possa contribuire a una cultura di pace?
Miroslav Volf sostiene che la fede cristiana può contribuire a una cultura di pace attraverso una comprensione e una pratica più profonde e autentiche della fede. Egli argomenta che spesso la religione viene accusata di giustificare la violenza a causa di una comprensione riduttiva o distorta delle sue convinzioni. Invece, Volf evidenzia che il cuore del cristianesimo contiene risorse significative per creare e sostenere la pace.
In particolare, Volf contesta due argomenti chiave che collegano il cristianesimo alla violenza: il monoteismo e le convinzioni sulla creazione e redenzione del mondo. Riguardo al monoteismo, Volf sottolinea che il cristianesimo non è un monoteismo astratto, ma include la dottrina della Trinità, che enfatizza la relazione e l’amore piuttosto che l’esclusione e la violenza. Egli spiega che la Trinità, con le sue relazioni interne di amore e comunione, offre un modello di identità non chiusa in se stessa, che può ispirare una società più inclusiva e meno violenta.
La rinascita contemporanea della religione sembra andare di pari passo con la rinascita della violenza legittimata dalla religione…. Di conseguenza, si sostiene, è necessario indebolire, neutralizzare o eliminare del tutto la religione come fattore della vita pubblica. Questo non è ciò che prevedevano i sociologi mainstream del 20esimo secolo, che seguivano le orme di Karl Marx, Max Weber ed Emil Durkheim. Invece di appassire lentamente o di ritirarsi silenziosamente nell’intimità dei cuori dei fedeli, la religione è emersa come un attore importante sulla scena nazionale e internazionale. È troppo presto per dire quanto sarà duratura questa rinascita della religione. I processi di secolarizzazione potrebbero continuare, anche se probabilmente non nel senso più antico di un declino generale dell’osservanza religiosa, ma piuttosto nel senso più recente di una diminuzione dell’influenza della religione nelle società contemporanee. Tuttavia, la religione è attualmente viva e vegeta sulla scena pubblica.
Inoltre, Volf discute la concezione cristiana della creazione, argomentando che la creazione ex nihilo (dal nulla) non è un atto di violenza, ma un atto di amore che conferisce identità. Egli rifiuta l’idea che la creazione sia un atto violento di imposizione di forma sulla materia informe, sostenendo invece che la creazione è un atto di generazione di relazioni e identità pacifiche.
Infine, Volf affronta la questione della nuova creazione e dell’attività redentiva di Dio. Egli sostiene che la redenzione non è un atto violento, ma un intervento amoroso di Dio nel mondo peccaminoso per trasformarlo in un mondo di amore perfetto. Volf critica le interpretazioni che vedono nella redenzione una giustificazione della violenza umana e sostiene che il messaggio centrale del cristianesimo è di amore e perdono, rappresentato simbolicamente dalla croce di Cristo.
In sintesi, Volf sostiene che la fede cristiana, quando è compresa e praticata nella sua interezza e profondità, con un impegno intelligente verso la sua tradizione e il suo contenuto cognitivo e morale, può essere una forza per la pace e contro la violenza.
