Titolo originale: Apocalyptic Violence and Politics: End-Times Fiction for
Jews and Christians
Barbara R. Rossing [Reflections Yale Divinity School]
Il documento analizza il tema della violenza religiosa e politica nell’ambito della letteratura apocalittica cristiana e giudaica, con particolare riferimento alla serie di romanzi “Left Behind” e al Libro della Rivelazione. L’autore, Barbara R. Rossing, discute come le rappresentazioni moderne di Gesù nei media e nella cultura popolare siano spesso associate a immagini violente e intolleranti, in contrasto con la tradizionale immagine di Gesù come figura gentile e non violenta.
La Rivelazione presenta Gesù in due modi apparentemente conflittuali: come un guerriero che uccide i suoi nemici e come l’Agnello che conquista attraverso il sacrificio non violento. Rossing sostiene che l’immagine dell’Agnello sconfigge quelle più violente, riflettendo una teologia e un’etica non violenta. Tuttavia, alcuni lettori e interpreti, come gli autori di “Left Behind”, adottano una lettura più militante della Rivelazione, che giustifica la preparazione alla guerra e alla violenza.
La politica e la politica estera entrano in gioco poiché molti cristiani americani credono che la Rivelazione predica una battaglia apocalittica di Armageddon in Medio Oriente, supportando incondizionatamente la sovranità israeliana sulla Terra Santa. Tuttavia, questa visione è criticata come pericolosa per gli ebrei e i cristiani palestinesi, che non hanno posto in questo scenario.
Rossing traccia il tema della “vittoria” o “conquista” nella Rivelazione, che utilizza il verbo greco “nikan”, per mostrare come il libro distingua tra il modello violento di conquista di Roma e il modello non violento dell’Agnello. La Rivelazione si colloca in un contesto storico di militarismo romano e si oppone alla teologia imperiale della vittoria, proponendo invece una visione di vittoria attraverso la sofferenza e l’amore.
L’autore critica l’uso che i cristiani fondamentalisti fanno della Rivelazione per giustificare la guerra e la conquista, specialmente in Medio Oriente. Egli sostiene che l’immagine dell’Agnello è stata “dirottata” in favore di una visione più aggressiva e leonina di Gesù, con conseguenze violente per ebrei e cristiani. Rossing invita a un dialogo tra ebrei e cristiani per la pace in Medio Oriente, sostenendo la presenza dei cristiani palestinesi e una visione di Gerusalemme come città condivisa e pacifica.
In sintesi, Rossing sostiene che la Rivelazione promuove un’etica di resistenza non violenta all’impero, attraverso il potere della testimonianza e della verità, e che la vera vittoria è quella dell’Agnello, che conquista attraverso il sacrificio e non attraverso la guerra.
