Intervistato sulle ragioni della sua riluttanza ad accettare l’incarico di tornare in Egitto per liberare il suo popolo, Mosè ha risposto così:
“T’immagini, uno come me a colloquio con l’uomo più potente della terra, circondato da tutti i suoi collaboratori, a cominciare dal Visir, il funzionario più alto dopo il Faraone, i sacerdoti con il loro ruolo fondamentale nella vita di Egitto, i generali e comandanti militari, responsabili della sicurezza del Faraone e del regno, gli scribi, cioè i burocrati, gli architetti ed ingegneri incaricati della progettazione e della costruzione di monumenti, templi e piramidi, che usano gli schiavi ebrei come manodopera, i nobili e governatori regionali. Come può uno come me taciturno e lento a costruire discorsi affrontare questo apparato? Fra l’altro da pecoraio, mestiere che gli Egiziani hanno in odio. “
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