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Salmi, probabilmente accompagnati da musica e rituali

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I Salmi biblici sono una collezione di poesie e inni che esprimono un’ampia gamma di emozioni umane e sono stati originariamente eseguiti in varie occasioni e contesti, principalmente nel Tempio di Gerusalemme.

La maggior parte dei Salmi fu composta a Gerusalemme e il Tempio ebbe un ruolo significativo nella loro ispirazione1. Essi sono suddivisi in cinque libri, ognuno con stile e struttura distinti, riflettendo temi teologici diversi e periodi storici che vanno dall’VIII al II secolo a.C.1. ⬆︎

Molti Salmi sono attribuiti al re Davide, ma la redazione definitiva del libro è avvenuta in Giudea forse alla fine del III secolo a.C., raccogliendo testi composti da autori ignoti lungo i secoli precedenti2. I Salmi sono stati usati in contesti liturgici e hanno influenzato la musica e la poesia attraverso i secoli, mantenendo un ruolo centrale nella preghiera e nella meditazione sia nell’Ebraismo che nel Cristianesimo3.

Risorse del web How Were Biblical Psalms Originally Performed? – Biblical Archaeology Society

Foto: Vorderasiatisches Museum Berlin/Foto Thomas Staubli.

L’articolo di Marek Dospěl, intitolato “La musica antica e i salmi biblici”, è stato pubblicato il 19 settembre 2023. Esplora come i salmi biblici venivano originariamente eseguiti, utilizzando prove archeologiche e testi extra-biblici per gettare luce su questo argomento. L’articolo cita il lavoro di Thomas Staubli dell’Università di Friburgo, che ha scritto una rubrica intitolata “Performing Psalms in Biblical Times” pubblicata nel numero di gennaio/febbraio 2018 di Biblical Archaeology Review.

L’esecuzione dei salmi è un tema affascinante che ha suscitato interesse e dibattiti tra studiosi e appassionati di musica antica. Nonostante la mancanza di notazioni musicali antiche e di raffigurazioni dirette di persone che recitano salmi, l’autore utilizza prove archeologiche e testi extra-biblici per gettare luce su questo argomento.

Prove Archeologiche e Testi Extra-Biblici

Thomas Staubli dell’Università di Friburgo, citato nell’articolo, sottolinea che, sebbene la Bibbia non fornisca dettagli specifici su come i salmi venissero eseguiti, l’archeologia e i testi extra-biblici possono offrire indizi preziosi. Ad esempio, i rilievi assiri raffiguranti musicisti antichi, come il suonatore di liuto meditativo e introverso del rilievo dell’VIII secolo a.E.V. di Samal, possono darci un’idea di come potevano essere gli esecutori di salmi sapienziali.

Parallelismi Levantini

Staubli fa riferimento ai testi di Ugarit, sulla costa settentrionale dell’odierna Siria, che contengono preghiere rituali simili ai salmi biblici. Questi testi, noti come shuilla o preghiere accadiche di richiesta della “mano alzata”, includono rubriche che descrivono il genere, la funzione della preghiera e le rappresentazioni rituali. Questi parallelismi suggeriscono che i salmi biblici potrebbero essere stati eseguiti in modo simile, con rituali specifici e accompagnamenti musicali.

Strumenti Musicali e Accompagnamento

Non c’è dubbio che i cantori di salmi fossero accompagnati da suonatori di strumenti musicali. Numerosi rilievi in pietra nel Levante raffigurano musicisti con strumenti come la lira e il liuto. Un manoscritto su papiro del IV secolo a.E.V. scoperto su Elefantina, un’isola nell’antico Egitto, rivela che Yahweh era considerato un amante della musica. Questo manoscritto, composto in aramaico ma registrato in scrittura corsiva egiziana, descrive musicisti che assistono il Signore con strumenti come la lira bassa (nevel) e la lira (kinnor).

Conclusione

L’articolo di Dospěl, basato sulla rubrica di Staubli, offre una visione affascinante di come i salmi biblici potrebbero essere stati eseguiti nei tempi antichi. Sebbene non abbiamo prove dirette sotto forma di notazioni musicali o raffigurazioni, l’uso di materiale comparativo e di fonti archeologiche e testuali ci permette di immaginare un quadro più completo. I salmi, con il loro profondo significato spirituale e culturale, erano probabilmente accompagnati da musica e rituali che arricchivano l’esperienza religiosa e comunitaria.

Per ulteriori approfondimenti, l’articolo invita a leggere la rubrica completa di Thomas Staubli nel numero di gennaio/febbraio 2018 di Biblical Archaeology Review, che esamina in dettaglio le fonti pittoriche e scritte per rivelare come i salmi fossero probabilmente eseguiti ai tempi del re Davide.

Salmo 23, il più noto e più citato

1 Salmo di Davide.
Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.
2 Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,
mi guida lungo le acque calme.
3 Egli mi ristora l’anima,
mi conduce per sentieri di giustizia,
per amore del suo nome.
4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte,
io non temerei alcun male,
perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.
5 Per me tu imbandisci la tavola,
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo;
la mia coppa trabocca.
6 Certo, beni e bontà m’accompagneranno
tutti i giorni della mia vita;
e io abiterò nella casa del SIGNORE
per lunghi giorni.

Fonte: https://laparola.net

Il Salmo 23 è tradizionalmente attribuito al re Davide e si ritiene sia stato scritto in un momento significativo della sua vita, quando le sue esperienze come pastore hanno influenzato la sua comprensione di Dio come un pastore per il suo popolo1. Il contesto storico esatto non è menzionato nel testo biblico, ma gli studiosi suggeriscono che potrebbe essere stato composto durante i primi anni di Davide, caratterizzati da lotta e resilienza, o durante il periodo in cui affrontava l’ostilità del re Saul1.

Il Salmo riflette la conoscenza di Davide dei dettagli della pastorizia, acquisita durante il tempo trascorso a pascere le pecore di suo padre a Betlemme2. Questa esperienza gli ha fornito una metafora potente per esprimere la sua fiducia in Dio come guida e protettore. Inoltre, il Salmo 23 è stato interpretato come una risposta alle sfide e ai conflitti che il popolo di Israele affrontava costantemente, offrendo conforto e speranza3.

Per i cristiani, il Salmo assume anche un significato cristologico, con il “Signore” che è talvolta interpretato come Gesù Cristo, il “Buon Pastore” menzionato nel Vangelo secondo Giovanni4. Nel contesto più ampio della Bibbia, il Salmo 23 è visto come parte dell’intera storia della salvezza che culmina nell’incarnazione, morte, resurrezione, ascensione e ritorno di Gesù Cristo4.

 

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