“La religione pura e immacolata dinanzi a Dio e Padre è questa: visitar gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo.”
[375 parole, tempo di lettura 2 minuti.] Sulla religione esiste una serie di malintesi e ambiguità. Il primo equivoco è la convinzione che le tradizioni e le pratiche religiose prese individualmente siano chiare, uniformi, costanti ed invariate nel tempo e nello spazio. Questa è una ingenua convinzione diffusa anche in seno alla cristianità. La verità è che le religioni, come attesta lo stesso cristianesimo, sono internamente diverse. Ad esempio, in tutte le tradizioni religiose è ancora vivo il dibattito sulla sessualità e sul ruolo della donna. Alla luce di questa realtà, è sempre problematico fare affermazioni del tipo “I cristiani credono” “Gli evangelici ritengono”, “I Pentecostali sono fermamente convinti che…” Prendiamo il Pentecostalesimo, il movimento di rinnovamento più diffuso in seno alla cristianità. Al suo interno coesiste una miriade di interpretazioni tanto per cominciare sulla stessa dottrina dello Spirito Santo. Ma il fenomeno della diversità interna è comune a tutte le fedi.
Il secondo equivoco è la convinzione che le religioni siano statiche e separate dai movimenti della storia. “In realtà”, puntualizza Diane Moore della Harvard Divinity School, “le religioni esistono nel tempo e nello spazio e vengono costantemente interpretate e reinterpretate dai credenti.”
Prendiamo il caso della schiavitù: è stata giustificata e vilipesa da tutte e tre le tradizioni monoteiste in contesti sociali e storici diversi.

Il terzo equivoco è la convinzione forse più diffusa all’interno del cristianesimo di orientamento carismatico e cioè che il fenomeno religioso nasca, si sviluppi e si affermi indipendentemente dai contesti politici, culturali ed economici. La realtà è che le religioni- sostiene Moore- le idee, pratiche, valori e storie sono fenomeni incorporati nelle culture. Insomma, “religione e cultura sono inseparabili”. E noi aggiungiamo che tra i due fenomeni esiste uno scambio di influenze.
Morale della favola: il fenomeno religioso non può essere compreso in modo isolato dal suo contesto culturale. E’ impossibile comprendere appieno una cultura senza considerare le sue dimensioni religiose, così come è impossibile afferrare il significato di una realtà politica e culturale senza prendere in considerazione l’influsso della credenza e dell’esperienza religiosa. La religione è inesorabilmente intessuta nella fabbrica sociale che influenza e dalla quale è influenzata.
Esercizio di apprendimento:
1. Senza fare ricorso a testi, dizionari e senza fare ricorso all’intelligenza artificiale, verifica il grado di conoscenza che hai di ogni singola parola elencata a sinistra dando tre spiegazioni/esempi brevi scritti.
2. Poni due domande su questa parola o concetti relativi
3. Fai un’applicazione, analogia, metafora degli esempi/concetti espressi
A questo punto e solo ora fai una ricerca e compara le tue conoscenze con quelle acquisite da fonti accademiche, scientifiche.
Suggerimento, se per esempio approfondiamo l’argomento “cultura”, due domande semplici, ma allo stesso tempo fondamentali, sono: Che cosa intendiamo per cultura e come si forma la cultura di una nazione o regione.
La comparazione tra quello che noi sapevamo e quello di nuovo che apprendiamo rappresenta l’apprendimento; senza questo esercizio viviamo di “pre-comprensioni”, “pregiudizi” non verificati. Bacone aveva un nome latino per questi: idola, idoli. Il Maestro di Nazareth ne parla quando afferma: Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.
