Segnalazione / Recommended Reading
Stralcio di un’intervista
Questa intervista con Krish Kandiah è stata pubblicata nel libro Just Politics, 2010.
Krish Kandiah: Perché crede che i cristiani debbano essere attivamente coinvolti nella politica?
Jon Kuhrt: Il punto chiave è rendersi conto che siamo coinvolti in ogni caso; non abbiamo scelta nell’essere politici perché se scegliamo di non impegnarci, allora è un voto per lo status quo, per come stanno le cose. Ken Leech, un vicario che ha dato vita all’associazione di beneficenza per i senzatetto Centrepoint, ha detto:
Tutti i cristiani sono politici, che se ne rendano conto o meno, ma soprattutto quando non se ne rendono conto”.
I cristiani devono essere coinvolti perché crediamo in un Dio che si preoccupa appassionatamente del suo mondo e della sua creazione, e di conseguenza di come viene gestito. La Bibbia è estremamente politica, in quanto parla di come Dio vuole che le persone si comportino e agiscano nei suoi confronti e gli uni verso gli altri. Questo coinvolge l’economia e la legge, perché sono strumenti che devono essere usati per costruire la giustizia. Spesso è l’ingiustizia a dominare il mondo di Dio e questo lo addolora.
Come credenti in Dio abbiamo molto da portare in politica: un impegno più profondo per la giustizia e la compassione che nel corso della storia ha fatto la differenza nella sfera politica attraverso persone come William Wilberforce, Lord Shaftesbury, Elizabeth Fry, Martin Luther King, Desmond Tutu e molti altri.
