Quando entriamo in un testo biblico, entriamo in un spaccato di mondo storicamente e culturalmente lontano da noi non meno di due millènni, un testo ricco di messaggi espliciti ma anche impliciti, di dati ed informazioni ma anche di silenzi, di emozioni descritte ma anche di emozioni non descritte. [ Nel Vangelo di Matteo, leggiamo: Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie (di Pilato) gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua». Ci sarebbe piaciuto sapere per quali ragioni fosse rimasta turbata la moglie di Pilato. Ecco un esempio di silenzi].
Nel tentativo di capire il mondo del testo ci affidiamo alle stesse parole del testo, alle sue affermazioni, alle sue descrizioni, alle sue domande, ai suoi giudizi [ad esempio, la parabola del fariseo e pubblicano è introdotta da una diagnosi: or disse loro questa parabola per certuni che credevano di essere giusti e disprezzavano gli altri, mettendoci così sulla strada dell’interpretazione]. Per capire il mondo del testo, dicevo, ci affidiamo alle sue analisi, alle sue spiegazioni, alle sue conclusioni, ai suoi silenzi ma anche alle conoscenze storiche che abbiamo del periodo al quale ci riferiamo.
Il testo è come una foto scattata in studio, vale a dire l’ambiente è ricostruito o costruito, niente entra nell’obiettivo che non sia rilevante al soggetto che il fotografo desidera immortalare. La foto, per continuare il paragone, ha però solo due dimensioni; alla foto manca la profondità. Si sviluppa per così dire solo su una superficie piana. Succede la stessa cosa ai sermoni ed a gran parte degli studi biblici: non hanno profondità. Un mio professore di Nuovo Testamento a Yale soleva dire che ci sono sermoni lunghi km e profondi qualche millimetro.
Il nostro compito è studiare le parti che vediamo e con un po’ di immaginazione ed impegno potremmo anche immaginare perché alcuni elementi sono stati lasciati fuori.
Ma fondamentalmente dobbiamo rimanere nel testo guidati da una domanda: Sul testo è stato detto tutto quello che si poteva dire? Il sermone ha scandagliato ogni singola parte?
