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Musica, luci, fumo e creatività nei culti: Qual è il vero problema?

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Titolo originale dell’articolo What Is The Real Problem With Today’s Evangelical Worship? Written by David Santistevan

Parole:354 Tempo di lettura:2 minuti

L’articolo discute lo stato attuale del culto evangelico moderno, rispondendo a un articolo popolare che solleva questioni critiche. L’autore concorda con molte delle osservazioni fatte, ma offre una prospettiva diversa, sostenendo che i problemi attuali non sono nuovi e che la chiesa non è destinata a un “crash” del culto.

Problema Reale

L’autore identifica il vero problema del culto moderno non nelle luci, nella musica originale, nelle stanze scarsamente illuminate o nelle grandi band rock. Anche se si eliminassero questi elementi, il problema di fondo rimarrebbe: i cuori dei fedeli non riconoscono il loro bisogno di Cristo. Non c’è disperazione, rottura o fame di Gesù. L’autore ammette che queste sono affermazioni generali, ma ritiene che il problema principale sia la soddisfazione con il mondo e il desiderio di potere, denaro e sicurezza terrena più che i tesori del cielo.

Pastorare l’Espressione Creativa

L’autore suggerisce di non criticare gli strumenti creativi come le macchine del fumo, ma di pentirsi e guardare a Gesù. Quando usati bene, musica, creatività, luci e proiezioni possono aiutare a visualizzare la gloria di Dio. La distrazione nel culto proviene da un cuore distratto, non dalle idee creative. L’autore invita a considerare l’adoratore più ispirante che si conosce, sottolineando che amerà Gesù indipendentemente dalla forma dell’espressione.

La Performance è un Problema?

L’autore non crede che il problema sia la performance. Vuole ascoltare un pastore che ha studiato, pregato e sviluppato il suo sermone, e lo stesso vale per un leader del culto. Una buona performance aiuta la verità a risuonare più forte. Tuttavia, la performance deve essere orientata a coinvolgere e far cantare la congregazione, non a glorificare se stessi.

Cosa Fare?

L’autore esorta i leader del culto a essere disperati per Gesù e a prendersi cura pastoralmente delle persone. Questo può essere fatto con musica progressiva, luci e programmazione precisa, o con servizi semplificati. L’importante è rimanere meravigliati da Dio e umiliarsi per essere pronti a adorare. L’autore conclude invitando a mantenere la realtà del culto e a discutere lo stato attuale del culto evangelico, chiedendo se la creatività sia andata troppo oltre o se il problema sia più interiore.

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