E poi, ci chiediamo sempre in rispetto al testo, che cosa c’entra il ministero cristiano? Oppure questo sarebbe accessibile solo ai maschi ed alle donne non sposate?
Siamo onesti, il brano pone serissimi problemi interpretativi. Non ci riconosciamo il Paolo che crediamo di conoscere dal resto delle sue epistole. Si tratta di un’interpolazione, qui come in 1 Tim. 2:11-12? E se questo dovesse essere vero, possibile, quali conseguenze si porrebbero per l’intera ermeneutica neo-testamentaria? Parliamone, esaminiamo, postuliamo, suggeriamo.
In altre occasioni ho avuto modo di attirare l’attenzione su un urgente quanto utilissimo distinguo: nello studio dei fenomeni religiosi e spirituali, una netta distinzione fa operata tra credo (insieme di convinzioni) e sua espressione che sarà inevitabilmente condizionata dal proprio bagaglio personale sul piano storico, culturale, geografico e di appartenenza. Una testimonianza lampante del peso di queste categorie la si trova nelle famose 7 lettere in Apocalisse, indirizzate a 7 ambiti geograficii diversi, con espressioni diversificate dell’adesione alla stessa fede.
[Ricerca tematica e bibliografica della settimana dedicata a:
Ministero femminile]
