I cristiani fanno presto a dire che Gesù è logos, ma forse non si rendono conto che ciò vuol dire “ragione”, “logica”, “parola”, “discorso”, “principio”, “ciò che non può essere contraddetto”, “coerenza”. Fanno un’enorme fatica a comprendere le implicazioni di questa affermazione. La logica si basa su principi e regole che mirano a evitare contraddizioni. Pensare e parlare secondo logica vuol dire offrire proposizioni ed argomenti che non contengono contraddizioni interne. Secondo il principio di non contraddizione una proposizione non può essere vera e falsa allo stesso tempo. Di conseguenza, un enunciato, un pensiero completo e così chiaro come “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figliuolo affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna” non può essere contraddetto così apertamente dalla teologia della salvezza “esclusiva” e “mirata” tanto cara al calvinismo.
Altro enunciato: “… il quale [Dio] vuole che tutti gli esseri umani siano salvati” non può essere allo stesso tempo vero e falso, conclusione alla quale bisogna giungere se preventivamente ed indipendentemente dalla volontà umana, Dio ha pregiudizialmente destinato alcuni alla salvezza ed altri alla dannazione eterna. La contraddizione sarebbe lapalissiana.
λόγος si basa su principi e regole che mirano a evitare contraddizioni.
C’è un’espressione inglese, “to speak from both sides of your mouth”, per indicare una persona che dice cose diverse o contraddittorie a persone diverse, con l’intento d’ingannare o manipolare. In italiano, diciamo “parlare con doppiezza” o “dire una cosa e il suo contrario”. Non sarebbe “logico”, “ragionevole”, “coerente”.

Giusta osservazione.
Disamina impeccabile