Segnalazione / Recommended reading
Introduzione
Peter H. KAMAI, PhD Facoltà di Teologia Università Veritas, Bwari, Abuja [email protected]
Nella teoria politica cattolica è corrente l’opinione che l’obbligo del cristiano di partecipare alla formazione del carattere morale della società sia un’esigenza della fede cristiana, una parte della missione affidata da Gesù Cristo.259 La fede aiuta a vedere più chiaramente la verità sulla vita e sulla dignità umana che comprendiamo anche attraverso la ragione umana.260 Come persone sia di fede che di ragione, i cristiani sono chiamati a portare la verità nella vita politica e a praticare il comandamento di Cristo di “amarsi gli uni gli altri” (Giovanni 13, 34). Secondo Papa Benedetto XVI, “la carità deve animare tutta la vita dei fedeli laici e quindi anche la loro attività politica, vissuta come ‘carità sociale'” (Deus Caritas Est, n. 29).
Ampi dati storici attestano che i cristiani hanno costantemente dimostrato il loro impegno nel mondo, nella sfera sociale, economica e politica. Come espressione del coinvolgimento cristiano nella vita politica, ad esempio, uno scrittore della Chiesa antica affermava che i cristiani “svolgono pienamente il loro ruolo di cittadini” (Lettera a Diogneto, 5, 5; C.f. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2240). In tempi recenti, il Magistero della Chiesa261 ha continuato a esortare i suoi fedeli laici “a non rinunciare mai alla loro partecipazione alla ‘vita pubblica’, cioè ai diversi ambiti economici, sociali, legislativi, amministrativi e culturali, che sono destinati a promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune”.
