In un articolo pubblicato su https://sharperiron.org/article/bible-anti-intellectual, Aaron Blummer, originario del Michigan, laureatosi alla Bob Jones University ed al Seminario teologico battista centrale (Plymouth, MN), sostiene che alcuni passi della Bibbia, se presi isolatamente, possono sembrare anti-intellettuali, suggerendo che l’intelletto umano sia pericoloso. Questi versetti sono spesso usati nelle chiese influenzate dal revivalismo e dal romanticismo per enfatizzare le “questioni di cuore” rispetto all’intelletto. Ecco i versetti più citati:
La conoscenza gonfia, ma la carità edifica.(1 Cor. 8:1)
Dio ha scelto le cose stolte del mondo per confondere i sapienti.(1 Cor. 1:27)
Guardatevi dal rovinarvi per mezzo della filosofia e di vani inganni.(Col. 2:8)
Sempre ad imparare e mai in grado di giungere alla conoscenza della verità.(2 Tim. 3:7)
Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti alla tua intelligenza.(Prov. 3:5-6)
Tuttavia, questo approccio è errato e può essere corretto esaminando più attentamente ciò che la Scrittura dice sull’uomo interiore.
Quattro motivi per rifiutare l’antintellettualismo:
- Dopo tutto, non viviamo in tempi troppo intellettuali: La società moderna soffre di pigrizia intellettuale e decisioni basate su emozioni e tribalismo, non su ragionamenti solidi. Il ministero cristiano non deve combattere un eccesso di intellettualismo, ma piuttosto la mancanza di pensiero critico.
- L’intelletto e il “cuore” non sono alternativi: La Bibbia mostra che emozioni e ragionamento sono intrecciati. Non ha senso contrapporli, poiché entrambi sono parte dell’uomo interiore.
- La Bibbia non insegna che il cuore è affidabile: La Scrittura avverte che il cuore può essere ingannevole e malvagio, proprio come l’intelletto. Entrambi devono essere custoditi e guidati.
- Non tutta la conoscenza “gonfia”: L’orgoglio può derivare da qualsiasi bene, non solo dalla conoscenza. Alcune conoscenze, come quella del Vangelo, sono umilianti e fondamentali per la fede cristiana.
La Bibbia non è anti-intellettuale. Dio ci ha creati come esseri pensanti e ci ha dato un lavoro per la nostra mente. Gesù e Paolo hanno esortato i credenti a usare l’intelletto per comprendere e obbedire a Dio. Basare le nostre conclusioni solo su intuizioni e sentimenti, senza una conoscenza disciplinata, non è cristiano, ma una resa al sentimentalismo dei nostri tempi.
