📰 COMUNICATO STAMPA
Nel 430 Agostino giaceva morente a Ippona mentre i Vandali attaccavano. In quel contesto si trattava di cristiani che combattevano contro cristiani, poiché i Vandali erano ariani e miravano a stabilire un regno indipendente da Costantinopoli e Roma. Nel 534 l’imperatore Giustiniano ristabilì il dominio imperiale in Nord Africa e i cristiani furono restituiti alla Chiesa. Il cristianesimo rimase una presenza vibrante nel Nord Africa del VII secolo.
Nel 647 la regione subì un colpo decisivo dopo una battaglia fuori Cartagine, in cui le forze cristiane furono sconfitte. Sebbene fossero necessari altri cinquant’anni perché Cartagine cadesse definitivamente, la città fu infine distrutta e i sopravvissuti si rifugiarono in Italia, Spagna e in altre isole del Mediterraneo. A differenza dell’Egitto, i cristiani del Nord Africa sotto il dominio musulmano erano tenuti a pagare le tasse e, adempiendo a tale obbligo, potevano rimanere. La società cristiana diminuì sensibilmente dopo l’invasione, poiché l’élite e i più istruiti lasciarono la regione. Tuttavia, non si può parlare di una scomparsa della Chiesa nel VII secolo.
Comunità ben organizzate continuarono a esistere e le testimonianze indicano che esse utilizzavano il latino, lingua tradizionale della Chiesa, e non l’arabo. Vi sono prove che la Chiesa sopravvisse in forma relativamente intatta fino all’XI secolo, mantenendo comunicazioni con Roma e Costantinopoli. Dal XII secolo la situazione cambiò: mentre in Egitto e Siria le comunità cristiane rimasero forti, in Nord Africa la Chiesa iniziò un lento processo di diminuzione fino a scomparire. A quel punto, la Chiesa che era stata quella di Tertulliano, Cipriano e Agostino non esisteva più.
