Abstract di Amazon
Excavating Exodus analizza gli adattamenti dell’Esodo in romanzi, giornali e discorsi dal periodo antebellico all’era dei diritti civili. Sebbene l’Esodo sia sempre servito a mobilitare la resistenza all’oppressione, negli ultimi due secoli gli scrittori neri ne hanno reinterpretato radicalmente il significato. Le mutevoli interpretazioni della storia di Mosè riflettono l’evoluzione delle concezioni dell’identità razziale, dell’autorità religiosa, delle norme di genere, dell’attivismo politico e della forma letteraria. Gli scrittori neri hanno trasformato Mosè da esempio di lealtà razziale ad avatar dell’autoritarismo. Excavating Exodus identifica una tradizione retorica iniziata da David Walker e portata avanti da Martin Delany e Frances Harper, che considera la lealtà di Mosè verso i suoi simili come la sua caratteristica distintiva. Nel XX secolo, tuttavia, un gruppo di scrittori più scettici, tra cui Zora Neale Hurston, Ralph Ellison e William Melvin Kelley, ha associato Mosè a una prepotente autorità carismatica. Questo libro traccia la transizione da Walker, che trattava Mosè come l’epitome dell’autosacrificio, a Kelley, che considerava Mosè un modello imperfetto di leadership e una minaccia all’autosufficienza individuale. Chiedendosi come Mosè sia diventato una pietra di paragone per le nozioni di appartenenza razziale, Excavating Exodus illumina come gli intellettuali neri abbiano reinventato il modello mosaico di leadership maschile carismatica. .
