Paul D. Feinberg, Th.D.
Professor of Biblical and Systematic Theology
Trinity Evangelical Divinity School
Deerfield, IL
Estratto da https://tms.edu/wp-content/uploads/2021/09/tmsj10f.pdf e tradotto in italiano deepl.com
Questo saggio intende innanzitutto esporre l’insegnamento dell’apostolo Paolo sul rapporto tra i cristiani e le autorità civili, per poi esaminarne l’applicazione contemporanea per i cristiani utilizzando il testo più chiaro del Nuovo Testamento: Romani 13:1-7. Questo passo contiene comandi generali per i cristiani e per i non cristiani. Questo passo contiene comandi generali sia per i cristiani che per i non cristiani. Paolo spiega che l’obbedienza è richiesta perché le autorità civili sono state ordinate da Dio (13,1b-2) e perché i governanti civili sono responsabili del mantenimento dell’ordine civile (13,3-4). Due motivazioni per l’obbedienza sono l’evitare l’ira e il mantenere una buona coscienza (13,5). Infine, vengono discussi gli obblighi dell’obbedienza (13,6-7). Si conclude che Romani 13:1-7 è applicabile oggi come ai tempi di Paolo.
Interpolazione posteriore? Feinberg dice no: “C’è chi pensa che si tratti di un’intrusione nel contesto. Alcuni hanno persino suggerito che si tratti di un’aggiunta successiva, fatta da qualcuno che non sia Paolo. Queste speculazioni sono del tutto inutili.7 È vero che questi versetti appaiono in modo piuttosto brusco, senza alcun esplicito collegamento sintattico con ciò che li precede, e che 13,8-10 hanno un senso se seguono 12,9-21. Tuttavia, può darsi che Paolo abbia inserito questi versetti in un’altra frase. Tuttavia, può darsi che l’insegnamento di Paolo sul carattere transitorio di questo mondo sia proprio la ragione per cui include 13,1-7. Poiché sta arrivando una nuova era, alcuni potrebbero essere tentati di rifiutare ogni istituzione sociale, compreso il governo civile. Inoltre, potrebbe esserci un atteggiamento estremo che rifiuta la sottomissione all’autorità civile come parte del comando di non essere conformi a questo tempo (12:2)”.
Mindmap


Qual è l’argomento principale trattato da Paul D. Feinberg nel saggio?
Come viene descritto il ruolo delle autorità civili secondo l’insegnamento dell’Apostolo Paolo in Romani 13:1-7?
Quali sono le ragioni fornite da Paolo per giustificare l’obbedienza alle autorità civili?
In che modo il saggio affronta l’applicazione contemporanea degli insegnamenti di Paolo sulle autorità civili?

Tutte le domande sono possibili se l’obiettivo è comprendere il testo per sapere come applicarlo oggi. Ad esempio, è assolutamente legittimo chiedersi: In che modo le figure di autorità nella nostra vita (come i genitori, leader spirituali, denominazione di appartenenza) possono influenzare la nostra lettura di questi testi?
Laboratorio di ricerca ed analisi
Elaborazione: Il saggio di Feinberg è chiaramente un’analisi teologica e storica dell’insegnamento dell’Apostolo Paolo in Romani 13:1-7, che tratta del rapporto tra i cristiani e le autorità civili. Non è in primis un testo che si presta a un’interpretazione psicoanalitica, poiché la psicoanalisi è un campo della psicologia che si concentra sull’inconscio, sui processi mentali interni e sullo sviluppo della personalità, spesso attraverso l’analisi dei sogni, delle associazioni libere e delle esperienze passate.
Tuttavia, se dovessimo applicare un’ottica psicoanalitica al modo in cui i credenti interpretano e interagiscono con i passaggi biblici relativi alle autorità civili, potremmo considerare come la loro relazione con le figure di autorità nella loro vita (come i genitori o i leader spirituali) potrebbe influenzare la loro lettura di questi testi. Ad esempio, un individuo con esperienze passate di autorità ingiuste o oppressive potrebbe essere più incline a interpretare Romani 13 in modo critico o a cercare vie di resistenza alle autorità ingiuste.
Inoltre, la psicoanalisi potrebbe indagare il senso di colpa, il conflitto interiore e la tensione tra il desiderio di autonomia e la necessità di conformarsi alle norme sociali, che potrebbero emergere nella coscienza dei credenti quando si trovano di fronte a comandi biblici che richiedono sottomissione alle autorità, soprattutto se tali autorità agiscono in modo non etico.
In sintesi, mentre il saggio non è di natura psicoanalitica, un’analisi psicoanalitica potrebbe esplorare le dinamiche psicologiche sottostanti nelle reazioni individuali e collettive dei credenti alle istruzioni bibliche sulle autorità civili.

Elaborazione: Storia del rapporto tra autorità civili ed autorità religiose
Il rapporto tra autorità civili e religiose nella storia è stato complesso e variabile a seconda del contesto storico e culturale. In alcune epoche, le due sfere sono state fortemente intrecciate, con le autorità religiose che esercitavano un’influenza diretta sul governo civile o viceversa. In altri periodi, si è cercato di mantenere una separazione tra le due autorità, con vari gradi di successo.
Nel contesto del cristianesimo, come illustrato nel saggio di Paul D. Feinberg, il rapporto tra i cristiani e le autorità civili è stato influenzato dall’insegnamento di Paolo in Romani 13:1-7. Questo passaggio biblico ha avuto un impatto significativo sulla concezione cristiana dell’autorità civile, sostenendo che le autorità sono ordinate da Dio e che i cristiani dovrebbero sottomettersi a esse. Tuttavia, la storia ha dimostrato che tale insegnamento è stato interpretato in modi diversi, talvolta utilizzato per giustificare l’obbedienza incondizionata a regimi oppressivi, altre volte interpretato in modo più matizzato, riconoscendo la necessità di disobbedire alle autorità civili in circostanze eccezionali, come quando queste agiscono in modo contrario ai comandamenti divini.
Nel corso della storia, ci sono stati esempi di conflitto tra autorità civili e religiose, come durante la Riforma Protestante, quando i principi di obbedienza civile venivano messi in discussione in nome di una maggiore fedeltà alla coscienza religiosa. Allo stesso tempo, ci sono stati periodi in cui le autorità religiose hanno esercitato un potere temporale diretto, come durante il Medioevo in Europa, quando la Chiesa cattolica aveva un’influenza significativa sulla politica e la società.
In tempi più moderni, la separazione tra Chiesa e Stato è diventata una caratteristica distintiva di molte società, sebbene il grado di separazione e l’interazione tra le due sfere possano variare notevolmente da un paese all’altro. La laicità dello Stato, la libertà religiosa e il pluralismo sono diventati principi guida in molte democrazie contemporanee, anche se il dibattito sul ruolo della religione nella vita pubblica e politica rimane un tema rilevante e spesso controverso.
