Zurigo – Altra pagina oscura della Riforma svizzera, che precede di quasi un trentennio l’esecuzione di Michele Serveto a Ginevra, il 27 ottobre del 1553.
Il 7 marzo 1526, il consiglio cittadino delibera che “il battesimo degli adulti è un reato capitale”:
D’ora in poi nella nostra città, territorio e quartiere, nessun uomo, donna o fanciulla potrà ribattezzare un altro; chi lo farà sarà arrestato dall’autorità e, dopo un adeguato giudizio, sarà messo a morte senza appello per annegamento”.
World History: “Il consiglio comunale giustificò la sua deliberazione con il fatto che il battesimo degli adulti era la manifestazione di un credo che incoraggiava le persone a sfidare l’autorità civile e ad abbandonare le loro responsabilità civiche di pagare le tasse e servire nelle forze armate. Il loro pacifismo, si sosteneva, avvantaggiava i nemici della cristianità – in particolare i turchi – e il loro rifiuto di prendere le armi equivaleva a un tradimento. In gioventù, anche Zwingli aveva sostenuto il pacifismo dopo aver assistito in prima persona alla guerra come cappellano di una truppa di mercenari, ma ora era tacitamente d’accordo con il consiglio cittadino”. https://www.worldhistory.org/article/1932/zwinglis-persecution-of-the-anabaptists/
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