Oggi abbiamo in parte esaminato la storia di Mosè e del Faraone come uno dei discorsi narrativi islamici nel Corano, utilizzando l’antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss per analizzare la struttura della storia e la natura della mente. I risultati dello studio spiegano che la storia di Mosè e del Faraone aveva una struttura di “trama di lotta per trasmettere la verità”. La storia rifletteva lo sviluppo della cultura nelle società islamiche, con componenti sociali come l’attore del cambiamento sociale (Mosè), le masse di persone (il popolo di Mosè), le autorità che rifiutavano il cambiamento (il Faraone e i suoi capi), e gli intellettuali opportunisti e organici (i maghi prima e dopo essere stati sconfitti da Mosè). La cultura della comunità era controllata dalle autorità costituite, e l’impegno della verità otteneva un rifiuto nonostante la resistenza. Il prerequisito per poterla subire era confermarla razionalmente ed empiricamente (secondo i tempi).
Abbiamo anche analizzato la formazione della storia scritta di Mosè come unità letteraria discreta, in contrapposizione al trattamento primario delle sue storie come semplici componenti nella più ampia formazione del Pentateuco. Viene tracciata una ricostruzione delle sei fasi nella formazione della storia di Mosè, dal suo componimento antecedente al Deuteronomio all’armonizzazione con il Deuteronomio e alla differenziazione di una “Torah di Mosè” dai libri storici successivi.
Inoltre, abbiamo esplorato il significato e la funzione del passaggio di Esodo 4:24-26, suggerendo che agisce come un parallelo a Esodo 2:3-10. La circoncisione del figlio di Mosè viene vista come una circoncisione vicaria di Mosè stesso, simbolizzando la sua morte e rinascita rituale, trasformandolo da egiziano a ebreo e preparandolo al suo ruolo di leader degli ebrei. Esaminata anche la creazione del vitello d’oro in Esodo 32:4a, offrendo una nuova interpretazione del verbo “disegnare” o “progettare” usato nel passo.
Infine, il nostro lavoro ha esaminato le prove secondo cui la storia di Mosè sarebbe stata modellata su altre quattro storie bibliche, evidenziando le somiglianze con le storie di Geroboamo, Elia, Giacobbe e il re Joash di Giuda. Viene anche scrutato la trasformazione del tema dell’Esodo nella letteratura ebraica del Secondo Tempio, utilizzando l’approccio della narratologia storica per analizzare come le narrazioni dell’Esodo siano state adattate e interpretate in contesti storici e culturali diversi.
In sintesi, il lavoro di oggi offre una panoramica approfondita delle diverse maniere in cui le narrazioni dell’Esodo sono state trasformate e interpretate nella letteratura ebraica del Secondo Tempio, dimostrando come queste storie abbiano continuato a risuonare e ad essere rilevanti in contesti storici e culturali diversi.
