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Ne sentiremmo delle belle, se invece dei muscoli curassimo la voce

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https://www.youtube.com/watch?v=snkE-PObaZE

Non è un suggerimento politico, ma artistico/culturale ed un invito a riflettere su un potere negletto: la potenza della voce.

Fin da ragazzino, sono stato affascinato dalle voci dei nostri doppiatori storici. Qui Peppino Rinaldi ed Emilio Cigoli sono stati “straordinari” “travolgenti”. Sarà forse una questione anagrafica, ma per me le voci di questi giganti del doppiaggio italiano sono ineguagliabili. Non erano le uniche. Ho un debole per la voce di De Angelis. calda, unica, inconfondibile.

Un doppiatore, si ricordi, è due volte attore: è interprete del testo ma anche dell’attore.

Non occorre essere doppiatori o attori per amare una voce, per lasciarsene affascinare. E’ un fascino che ritroviamo perfino nel libro dell’Apocalisse …”.. e la sua voce era come la voce di molte acque”, ed ancora: “E udii una voce dal cielo come rumore di molte acque e come rumore di gran tuono; e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe”. E’ alla natura che dobbiamo il dono di tale timbro, ma nel ministero cristiano si può imparare a parlare in modo da travolgere un’audience.

Penso a due segreti: la consapevolezza di una chiamata e la purezza dei sentimenti, secondo il detto del Maestro di Nazareth: “Dall’abbondanza del cuore [insomma, da quello che hai dentro e domina la tua personalità] la bocca parla”. Ed il profeta cosiddetto “piangente” ci dice a nome di Dio: “…se tu separi ciò ch’è prezioso da ciò ch’è vile, tu sarai come la mia bocca; ritorneranno essi a te, ma tu non tornerai a loro.”

Personalmente sono sempre stato convinto che noi dobbiamo fare la nostra parte. Per questa ragione ho frequentato anche una scuola di Doppiaggio e per questa ragione adesso ho un’attrice di teatro come coach. Ne sentirete delle belle, almeno spero e nel senso di sorprendente, interessante, accattivante, in armonia con le regole della retorica dei nostri padri latini, per i quali la comunicazione verbale doveva docere (insegnare), movere (commuovere), delectare (deliziare, intrattenere, rendere il discorso piacevole e interessante).

Provate ad immaginare se scuola e chiesa si sbarazzassero di programmini effimeri e si dedicassero alla cura dello strumento più potente … la voce… fin dall’infanzia. Ne sentiremmo delle belle!

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