Costruite da soli o inculcate dalla famiglia, dalla propria chiesa e/o denominazione o dalla scuola, compresa l’università, tutti siamo a rischio di nutrire convinzioni, idee profondamente radicate che influenzano e condizionano la nostra percezione di noi stessi e degli altri. L’aspetto preoccupante in questo processo, puramente umano, risiede però nel fatto che queste percezioni di noi stessi e degli altri spesso non corrispondono alla realtà e minano il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Cadiamo così in pericolose trappole cognitive ed emotive che ci portano a respingere l’altro, solo perché alla base abbiamo elaborato delle informazioni sbagliate. E’ il caso del Fariseo nella famosa parabola raccontata da Luca al cap. 18:9-14. Il giudizio del Maestro è lapidario e severo: “E disse ancora questa parabola per certuni che convinti/persuasi/forti di/basandosi sulla convinzione di esser giusti disprezzavano/respingevano gli altri”. Nei prossimi post svilupperemo questo concetto: come si formano i convincimenti e quanto peso hanno sui rapporti interpersonali.
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