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Filosofia e Bibbia possono marciare parallelamente

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Appunti e spunti di riflessione dalla lezione di David Ward, nel corso di filosofia dell’Università di Edinburgh. Segue una nostra verifica biblica

“E possiamo pensare a molti altri esempi in cui era davvero importante
che le persone facessero un passo indietro e pensassero: “Aspetta, è davvero questo il modo giusto di pensare al mondo e alle cose che lo compongono”.
Quindi, in vari momenti della storia, è sembrato giusto alle persone
commettere genocidi o ridurre in schiavitù le persone o discriminare
le persone in base alla loro razza o al loro sesso. E sembra che non appena facciamo un passo indietro e cerchiamo di articolare
un modo di pensare che genera quelle pratiche, che rende il genocidio o
la schiavitù o il razzismo accettabili, ci rendiamo conto che non possiamo farlo.
Quindi ci sembra che non appena facciamo un passo indietro e ci pensiamo,
ci rendiamo conto che il modo di pensare alle cose, commettere genocidio o essere coinvolti nella schiavitù, giungiamo alla conclusione che quella non può essere la strada giusta, ed ancor meno la migliore. Non appena ci riflettiamo, ci rendiamo conto che sembra un modo folle di pensare al mondo, Perché quando guardiamo alla storia, troviamo tanti esempi di modi di pensare e agire che ci sembrano folli non appena facciamo un passo indietro e ci si riflette. Dovremmo chiederci se qualcuno dei nostri modi di pensare al mondo o di agire nel mondo creerà allo stesso modo un’eredità indifendibile per le generazioni future.
Un esempio potrebbe essere le nostre pratiche di allevamento di animali per il cibo o i nostri atteggiamenti verso le nostre responsabilità verso il pianeta o
la sofferenza delle persone in paesi o culture lontane. Ma il punto è che è difficile per noi sapere quali di queste credenze o pratiche potrebbero apparire in questo modo alle generazioni future finché non facciamo lo sforzo di fare un passo indietro e riflettere su di esse e le analizziamo. E quindi questo è il senso in cui, penso, guardare ai modi cattivi di pensare, di comportarsi come le persone hanno fatto in passato, può mostrarci perché fare un passo indietro e riflettere su questi modi può essere una cosa davvero, davvero importante da fare.
Con questi esempi abbiamo cercato di rappresentate la filosofia come all’attività di
elaborare il modo migliore di pensare alle cose. Quindi, ho detto che pensare alla filosofia in questo modo ci aiuta a capire in che senso la filosofia è fondamentale e
che le questioni filosofiche possono sorgere quasi ovunque guardiamo.
Ho suggerito che ci dice perché fare filosofia può spesso essere un’attività difficile e
frustrante. E ho suggerito che forse questo è dovuto al fatto che spesso si tratta di cose che diamo semplicemente per scontate nel nostro modo di pensare e di agire nel mondo. E infine, ho suggerito che pensare alla filosofia in questo modo ci permette di capire quanto possa essere importante”.

Verifica biblica: parallelismi nel pensiero di Gesù e di Paolo

Ecco alcuni parallelismi tra il pensiero di Gesù e di Paolo ed il percorso filosofico:

  1. Riflessione e autocritica:
    • Gesù: Gesù spesso invitava le persone a riflettere sulle loro azioni e motivazioni. Ad esempio, nel Sermone sul Monte, Gesù dice: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” (Matteo 7:3). Questo incoraggia l’autocritica e la riflessione sulle proprie azioni prima di giudicare gli altri.
    • Paolo: Paolo esorta i credenti a esaminare se stessi e le proprie azioni. In 2 Corinzi 13:5, dice: “Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; mettetevi alla prova.” Questo riflette l’importanza della riflessione personale e dell’autocritica.
  2. Condanna dell’ingiustizia:
    • Gesù: Gesù ha parlato contro l’ingiustizia e l’oppressione. Ad esempio, ha criticato i farisei per la loro ipocrisia e per aver imposto pesi insopportabili agli altri (Matteo 23:4). Ha anche mostrato compassione verso i marginalizzati e gli oppressi.
    • Paolo: Paolo ha condannato la schiavitù e la discriminazione. In Galati 3:28, afferma: “Non c’è né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.” Questo sottolinea l’uguaglianza di tutti gli esseri umani in Cristo.
  3. Amore e compassione:
    • Gesù: L’insegnamento centrale di Gesù era l’amore per Dio e per il prossimo. Ha detto: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:39). Questo amore includeva anche i nemici, come espresso in Matteo 5:44: “Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano.”
    • Paolo: Paolo ha enfatizzato l’amore come il più grande dei comandamenti. In 1 Corinzi 13, descrive l’amore come paziente, gentile e privo di invidia. Ha anche esortato i credenti a vivere in armonia e a portare i pesi gli uni degli altri (Galati 6:2).
  4. Riflessione sul passato per migliorare il futuro:
    • Gesù: Gesù ha spesso usato parabole per far riflettere le persone sulle loro azioni e per insegnare lezioni morali. La parabola del Buon Samaritano (Luca 10:25-37) invita a riflettere su chi è il nostro prossimo e come dovremmo trattarlo.
    • Paolo: Paolo ha riflettuto sul passato per insegnare e correggere. In 1 Corinzi 10:11, parla degli esempi del passato come avvertimenti per il presente: “Ora queste cose avvennero loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi che ci troviamo nella fine dei tempi.”

Questi parallelismi mostrano da un lato come sia Gesù che Paolo abbiano enfatizzato l’importanza della riflessione, dell’autocritica, dell’amore e della giustizia nelle loro vite e insegnamenti e dall’altro confermano come le stesse filosofia e Bibbia possono viaggiare parallelamente.

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