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Farisei nel XX secolo, pregiudizi politici e culturali

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In estrema sintesi:

Il capitolo “La Tradizione Teologica Tedesca” di Susannah Heschel analizza come la storiografia protestante tedesca pre-Seconda Guerra Mondiale sui Farisei fosse influenzata da pregiudizi politici e culturali, spesso rappresentandoli negativamente rispetto agli studiosi ebrei che ne difendevano il ruolo progressista e liberalizzante nel giudaismo.

Redazione e risorse del web:Susannah Heschel, “The German Theological Tradition,” in Jacob Neusner and Bruce D. Chilton, eds., In Quest of the Historical Pharisees (Waco, TX: Baylor University Press, 2007), 353-373, 471-477, https://academica.edu “La Tradizione Teologica Tedesca” esplora il ruolo dei Farisei nella storiografia cristiana tedesca pre-Seconda Guerra Mondiale, evidenziando come la percezione dei Farisei sia stata influenzata da pregiudizi politici e culturali. Nella Germania protestante, l’interesse per i Farisei derivava principalmente dalla loro relazione con Gesù e le origini del cristianesimo. Studiosi come Abraham Geiger [vedi precedente articolo: https://salvatoreloria.it/farisei-una-forza-progressista-e-democratizzante-dellebraismo/] hanno ridefinito i Farisei come un movimento progressista e liberale, suscitando sia supporto che forte opposizione tra i teologi tedeschi. Geiger ha introdotto nuove fonti primarie come la Mishnah e il Targumim, ma le sue conclusioni sono state generalmente respinte dai protestanti tedeschi, che consideravano i Farisei come legalisti materialisti opposti a Gesù.

La storiografia cristiana del XIX e XX secolo in Germania, rappresentata da figure come Wellhausen e Schürer, ha generalmente mantenuto una visione negativa dei Farisei, descrivendoli come superficiali e degenerati. Questa interpretazione si basava principalmente sui testi di Giuseppe Flavio e dei Vangeli, ignorando spesso le fonti rabbiniche e gli studi contemporanei ebrei. Si evidenziava una mancanza di rigore critico nell’analisi delle fonti cristiane, accettando senza riserve le testimonianze di Giuseppe Flavio e i testi evangelici nonostante i loro problemi di datazione e natura polemica.

Il capitolo analizza anche la reazione della storiografia ebraica alla caratterizzazione negativa dei Farisei. Studiosi come Isaac Jost e Levi Herzfeld hanno cercato di difendere i Farisei, ma spesso con linguaggio moderato o apologetico. Tuttavia, la mancanza di istituzioni accademiche ebraiche e di un consenso unificato ha limitato la capacità di rispondere efficacemente alle rappresentazioni cristiane. La tradizione teologica tedesca ha dunque perpetuato stereotipi negativi sui Farisei, con conseguenze durature sulla comprensione storica del giudaismo e delle sue relazioni con il cristianesimo.

Domande di approfondimento

Quali erano le opinioni di Abraham Geiger riguardo ai Farisei e come influenzarono la successiva ricerca accademica?
In che modo i teologi protestanti tedeschi del XIX e XX secolo descrivevano i Farisei e quali erano le critiche principali mosse contro queste descrizioni?
Quali fonti venivano utilizzate dagli studiosi cristiani tedeschi per studiare i Farisei e quali erano le limitazioni di queste fonti secondo il documento?
Come venivano interpretate le differenze tra Farisei e Sadducei da studiosi come Wellhausen e come ciò influenzò il rapporto tra Cristianesimo e Giudaismo?

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