Con www.salvatoreloria.it Mi affaccio all’immenso e complesso mondo letterario dell’Antico e Nuovo Testamento da 10 finestre che il sapere umano mi mette a disposizione per osservare, leggere e capire testi non eterei, ma scritti con parole umane e per di più da autori umani vissuti anche oltre due millenni fa. Sono: antropologia, economia, educazione, filosofia, letteratura, media, psicoanalisi, psicologia, sociologia, storia. Prima di queste già in passato, nel corso di trasmissioni della mia Scuola di Predicazione, avevo suggerito di analizzare la letteratura sacra attraverso le lenti delle teorie letterarie:
1. Nuova Critica
2. Critica archetipica/mitica
3. Critica psicoanalitica
4. Marxismo
5. Postcolonialismo
6. Esistenzialismo
7. Fenomenologia ed ermeneutica
8. Formalismo russo/Circolo linguistico di Praga/Critica linguistica/ Dialogismo
9. Avanguardia/Surrealismo/Dadaismo
10.Strutturalismo e semiotica
11.Post-strutturalismo e decostruzione
12.Postmodernismo
13.Nuovo storicismo
14.Teoria della ricezione e della risposta del lettore
15.Femminismo
16.Critica di genere
17.Teoria autobiografica
18.Teoria del viaggio
19. Teoria della Comunicazione
Con la messa online di www.salvatoreloria.it ho praticamente sistematizzato ed ampliato ulteriormente il metodo analitico per analogia, avvicinandomi, tutto sommato, all’uso che il Maestro di Nazareth faceva delle parabole per introdurre, approfondire e diffondere verità attinenti al rapporto con Dio, “il regno dei cieli è simile a…”. Questo “simile a” presuppone una conoscenza del campo di riferimento. Ho creato un laboratorio di ricerca e di analisi con l’obiettivo di passare dall’ipotesi alla proposta. Indagare ed analizzare rappresentano l’antidoto più efficace contro l’insidia del pensiero unico, della propaganda e dell’anestetizzazione delle menti e delle coscienze. E’ un metodo che cerca di rintracciare il messaggio divino nelle pieghe delle società che l’hanno codificato. Le mie “finestre di osservazione” e le teorie letterarie sono strumenti investigativi di lavoro e non il fine dell’indagine .Se la predicazione non fa luce sui testi sacri e conseguentemente non risponde ai quesiti della società esterna si riduce ad un rituale di chiacchiericcio di cui si può fare francamente a meno.
E’ probabile che sia opportuno ricordare che il metodo è uno strumento di lavoro e non il fine del lavoro stesso. O se preferite, “il metodo è la via dopo che la si è percorsa”, pensiero attribuito a Marcel Granet. Il saggio Jaques Le Goff aggiunge che “conosciamo i punti di partenza della nostra ricerca, ma non i punti di arrivo”.
Buona ricerca scientifica, buona analisi con rigore accademico e buon taglio giornalistico che ci aiuta a parlare di temi complessi con linguaggio divulgativo.
