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Discorso di addio di Mosè

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Che cosa ha spinto Mosè a sviluppare le sue capacità retoriche durante il suo viaggio con il popolo ebraico?

Mosè ha sviluppato le sue capacità retoriche durante il viaggio con il popolo ebraico principalmente a causa delle sue responsabilità come leader e delle numerose sfide che ha dovuto affrontare. La necessità di comunicare efficacemente con un popolo numeroso e spesso ribelle, nonché di mediare tra loro e Dio, ha richiesto che Mosè affinasse le sue abilità oratorie. Inoltre, la sua esperienza diretta e il continuo contatto con la divinità hanno arricchito il suo linguaggio e la sua capacità di esprimersi in modo persuasivo e autorevole.

Testo biblico:

31,1 Mosè andò e rivolse ancora queste parole a tutto Israele. Disse loro: 2 «Io oggi ho centovent’anni; non posso più andare e venire; inoltre il Signore mi ha detto: Tu non passerai questo Giordano. 3 Il Signore tuo Dio passerà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni e tu prenderai il loro posto; quanto a Giosuè, egli passerà alla tua testa, come il Signore ha detto. 4 Il Signore tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato il loro paese, che egli ha distrutto. 5 Il Signore le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dati. 6 Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà».
7 Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: «Sii forte e fatti animo, perché tu entrerai con questo popolo nel paese, che il Signore ai loro padri giurò di darvi: tu gliene darai il possesso. 8 Il Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo!».
9 Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che portavano l’arca dell’alleanza del Signore e a tutti gli anziani d’Israele. 10 Mosè diede loro quest’ordine: «Alla fine di ogni sette anni, al tempo dell’anno del condono, alla festa delle capanne, 11 quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al Signore tuo Dio, nel luogo che avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi di tutti. 12 Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il Signore vostro Dio e si preoccupino di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. 13 I loro figli, che ancora non la conoscono, la udranno e impareranno a temere il Signore vostro Dio, finché vivrete nel paese di cui voi andate a prendere possesso passando il Giordano».
14 Il Signore disse a Mosè: «Ecco, il giorno della tua morte è vicino; chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini». Mosè e Giosuè dunque andarono a presentarsi nella tenda del convegno. 15 Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nube e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda.
16 Il Signore disse a Mosè: «Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri; questo popolo si alzerà e si prostituirà con gli dèi stranieri del paese nel quale sta per entrare; mi abbandonerà e spezzerà l’alleanza che io ho stabilita con lui. 17 In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui; io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me? 18 Io, in quel giorno, nasconderò il volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dèi.

Titolo: Moses’s Retirement Speech

Fonte: https://www.jtsa.edu/torah/moses-retirement-speech/

Autore: Raymond Scheindlin, Professore Emerito di Letteratura Ebraica Medievale

Data di Pubblicazione: 5 agosto 2022 / 5782

Categoria: Commentario sulla Torah

Riassunto:
Il documento è un commentario sulla porzione della Torah conosciuta come Devarim, che segna l’inizio del libro del Deuteronomio. Questo libro è considerato il testamento di Mosè, contenente i suoi discorsi di addio e le sue poesie profetiche. Mosè, ormai anziano e prossimo alla morte, si prepara a consegnare il comando a Giosuè e a lasciare il popolo ebraico prima di entrare nella Terra Promessa.

Nel corso del commentario, l’autore esplora la crescita di Mosè come oratore e la sua evoluzione da un uomo che inizialmente si definiva “non un uomo di parole” a un maestro della retorica. Viene anche discusso il tema del peso del comando e delle lamentele di Mosè riguardo al popolo ebraico, nonché la sua paura che il popolo non rimanga fedele nel lungo periodo.

Mosè ricorda la storia dell’Esodo dall’Egitto e le traversie del popolo durante i quarant’anni di peregrinazione nel deserto. Egli attribuisce la colpa del loro fallimento a entrare nella Terra Promessa alla mancanza di fiducia del popolo in Dio, evidenziando come le loro azioni abbiano influenzato il suo stesso destino. Tuttavia, nonostante la stanchezza e la rabbia, Mosè continua a nutrire amore per il suo popolo e a pregare per la loro benedizione.

Il commentario sottolinea il contrasto tra la generazione più anziana, che ha fallito nella fiducia in Dio, e la nuova generazione, che ha dimostrato di essere più fiduciosa e obbediente. Mosè esprime una nuova fiducia in questa generazione, includendosi nelle loro vittorie e mostrando un tono positivo verso il loro futuro.

Verso la fine del documento, l’autore menziona le paure di Mosè riguardo alla futura fedeltà del popolo, ma sottolinea che il futuro appare comunque promettente. Il commentario è reso possibile da un generoso contributo di Rita Dee e Harold Hassenfeld.

Conclusione: Devarim è un’esplorazione profonda e riflessiva del libro del Deuteronomio, che offre una prospettiva unica sulla leadership di Mosè e sulla sua relazione con il popolo ebraico. Il commentario di Raymond Scheindlin aggiunge strati di comprensione al testo biblico, evidenziando temi di fede, leadership e responsabilità.

Il commentario di Raymond Scheindlin su Devarim esplora numerosi temi principali, tra cui:

  1. La crescita di Mosè come oratore: L’evoluzione di Mosè da un uomo che inizialmente si definiva “non un uomo di parole” a un maestro della retorica, capace di pronunciare discorsi ben strutturati e persuasivi.
  2. Il peso del comando: Le difficoltà e le responsabilità che Mosè ha dovuto affrontare nel guidare il popolo ebraico, e la sua stanchezza e frustrazione per il loro comportamento ribelle.
  3. La fiducia in Dio: La mancanza di fiducia del popolo ebraico in Dio e come questo abbia influenzato il loro destino e quello di Mosè.
  4. La leadership e la responsabilità: La leadership di Mosè e la sua responsabilità verso il popolo, nonché la sua ambivalenza verso di loro, oscillando tra rabbia e amore.
  5. La generazione più anziana e la nuova generazione: Il contrasto tra la generazione più anziana, che ha fallito nella fiducia in Dio, e la nuova generazione, che ha dimostrato di essere più fiduciosa e obbediente.
  6. Le paure di Mosè per il futuro: Le paure di Mosè riguardo alla futura fedeltà del popolo e le sue previsioni su ciò che potrebbe accadere se non rimanessero fedeli.
  7. La speranza per il futuro: Nonostante le paure, il futuro appare promettente, e Mosè esprime una nuova fiducia nella nuova generazione.

Questi temi riflettono l’ambivalenza di Mosè verso il popolo ebraico, la sua crescita personale, e le sue riflessioni sul passato e sul futuro del popolo.

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Come  ha espresso Mosè la sua ambivalenza verso il popolo ebraico nel Deuteronomio?

Mosè ha espresso la sua ambivalenza verso il popolo ebraico nel Deuteronomio attraverso una serie di discorsi e poesie profetiche. Da un lato, ha espresso rabbia e frustrazione per il loro comportamento ribelle e la loro mancanza di fiducia in Dio, attribuendo loro la colpa per i fallimenti del passato e per il proprio destino di non entrare nella Terra Promessa. Dall’altro lato, ha mostrato amore e preoccupazione per il loro futuro, pregando per la loro benedizione e moltiplicazione, e esprimendo fiducia nella nuova generazione, che ha dimostrato di essere più obbediente e fiduciosa in Dio. Questo contrasto tra sentimenti negativi e positivi riflette la sua complessa relazione con il popolo ebraico.

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