C’è un articolo “Fasting, justification, and self-righteousness in Luke 18:9-14: A social-scientific interpretation as response to Friedrichson” [Digiuno, giustificazione e autogiustificazione in Luca 18:9-14: Un’interpretazione socio-scientifica in risposta a Friedrichson”] di Steven H. Mathews e Ernest van Eck che offre un’interpretazione socio-scientifica del ruolo del digiuno nella parabola del fariseo e del pubblicano in Luca 18:9-14. Gli autori analizzano il contesto sociale e culturale del digiuno nel Mediterraneo del I secolo, considerando temi come l’onore e la vergogna, il collettivismo e la purezza. I due autori sostengonno che il digiuno non è un elemento centrale nella parabola, ma piuttosto un esempio dell’auto-giustificazione del fariseo/moralismo, che confida nella propria rettitudine invece che nella grazia divina.
L’articolo critica l’interpretazione di Friedrichson, secondo cui il digiuno del fariseo sarebbe vicario, giustificando il pubblicano. Gli autori sostengono che Friedrichson non considera l’effetto retorico inteso del testo e che la parabola è meglio interpretata come un’iperbole che sottolinea la dipendenza dalla grazia di Dio piuttosto che dalle opere umane. La parabola presenta il fariseo come un esempio negativo di auto-giustificazione, mentre il pubblicano, nonostante la sua mancanza di osservanza rituale, è giustificato per la sua umiltà e pentimento.
In conclusione, l’articolo applica l’interpretazione socio-scientifica per dimostrare che il digiuno, come il pagamento della decima e la preghiera, può essere svuotato del suo vero significato religioso se utilizzato per l’auto-glorificazione. Il messaggio centrale della parabola è la critica alla giustizia basata sulle opere e l’esaltazione della giustificazione basata sulla grazia divina. Questo approccio socio-scientifico offrirebbe una prospettiva più ampia e contestualizzata per comprendere il significato del digiuno nel Nuovo Testa
