Segnalazione/Recommendation: https://journals.openedition.org/assr/23633

Negli ultimi anni, gli antropologi hanno rivolto la loro attenzione al cristianesimo in Melanesia. Gran parte di questa nuova ricerca tratta il cristianesimo melanesiano in termini di confronto tra la “tradizione” indigena e la “modernità” globale. Sebbene sia utile per un’analisi a lungo termine, questo approccio dualistico distorce la nostra interpretazione del presente, che è in effetti caratterizzato dall’aumento del settarismo e delle conversioni secondarie. Propongo tre cambiamenti nel modo in cui gli antropologi affrontano il tema del cristianesimo contemporaneo in Melanesia. In primo luogo, la conversione secondaria deve essere concepita principalmente in termini storici, come una transizione da forme di cristianesimo localizzate a quelle introdotte più recentemente. In secondo luogo, dobbiamo prestare maggiore attenzione alle pratiche cristiane che stanno emergendo nelle aree urbane. Infine, suggerisco che il predominio dell’antropologia all’interno delle scienze sociali in Melanesia crea un effetto di distorsione ottica e che altre prospettive disciplinari dovrebbero essere incoraggiate e associate. Source: https://journals.openedition.org/assr/23633
