Kant e le donne, una concezione complessa

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Abstract: La concezione di Kant sulle donne è complessa. Sebbene egli fatichi a mettere a fuoco la sua visione ponderata delle donne, una lettura comprensiva mostra che essa non è antifemminista e contiene importanti argomenti riguardanti la natura umana. Kant ritiene improbabile che la tradizionale distinzione uomo-donna si dissolva, ma non propone mai l’ideale di genere tradizionale come ideale morale; rifiuta l’idea che tali considerazioni di antropologia filosofica possano costituire il quadro di riferimento per la morale. Questo è anche il motivo per cui la sua opera morale chiarisce che tutti i cittadini, comprese le donne, hanno il diritto e devono essere incoraggiati a lottare per una condizione attiva.

  1. Introduzione

C’è una particolarità evidente negli scritti di Kant sulle donne. Da un lato, egli sembra spesso affermare il tipo di visione sulle donne che ha provocato tanto giustificato disprezzo da parte delle femministe, ossia che la “natura” delle donne impedisce loro (misteriosamente) di essere uguali agli uomini. La natura delle donne è raffigurata come premurosa, accudente e in sintonia con il bello. Al contrario, la fisicità dell’uomo e la sua capacità di ragionare razionalmente, tipicamente umana, lo portano verso il sublime. Di conseguenza, sembra dire Kant, le donne non sono realmente capaci di ragionare e di assumersi responsabilità morali (il dover essere morale) e dovrebbero quindi limitare le loro attività alla cura della casa e alla sfera domestica. Al contrario, poiché gli uomini sono capaci di ragionamento e di responsabilità morale, dovrebbero impegnarsi nella sfera pubblica, ad esempio come studiosi e leader politici. Questa apparente posizione di Kant sembra riflettersi anche nell’assegnazione agli uomini della responsabilità finale e legale della famiglia e alle donne della categoria di cittadinanza “passiva” – cittadini incapaci di votare e di ricoprire cariche pubbliche e, quindi, di partecipare pienamente alla politica – mentre egli designa gli uomini come cittadini “attivi”.

Continua su: https://philarchive.org/archive/VARKAW-10v1/1000



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